martedì 2 settembre 2014

Le Province: l'illusione di poter diventare qualcos'altro

In questi giorni impazza tra gli addetti ai lavori il toto nomine per un ente che sulla carta è moribondo: la Provincia.  
In realtà la tanto decantata abolizione di questo ente intermedio tra comuni e regioni è di là da venire.
La sola cosa che accadrà tra circa un mese è che i consiglieri saranno ridotti a circa un terzo del numero preesistente alla riforma Del Rio, che saranno nominati/eletti da/tra consiglieri comunali che non avranno tutti lo stesso peso, perché il voto di ognuno di loro varrà in proporzione al numero di cittadini che rappresentano,  e che, in buona sostanza, le province continueranno a fare quello che facevano prima della riforma.
Questa operazione non consentirà grandi risparmi per la spesa pubblica. Il costo complessivo di tutte le Province incide sul bilancio statale solo per l'1,5%, ma non ci sarà più il costo delle indennità per il presidente ed i consiglieri, che percepiranno solo l’indennità che percepiscono nel comune dove sono stati eletti. Però l'apparato burocratico, con la relativa spesa per il personale, per le sedi, per i mutui contratti ed altro ancora, giustamente resterà intatto.
Siamo comunque fortunati: il sindaco che farà anche il presidente della provincia sarà sicuramente una specie di superman, perché avrà tempo e capacità così abbondanti da assicurare un buon servizio, così come i consiglieri comunali e/o gli assessori che faranno i consiglieri provinciali (visto che i permessi per svolgere questi compiti sono stati recentemente tagliati).
Forse sono io che ho elevate aspettative, dovrei accontentarmi di amministratori mediocri che fanno quel che possono col poco tempo loro concesso dalla normativa e, spero per loro, dal lavoro col quale campano.


Nonostante tutto questo ci sarà qualcuno, convinto di avere forze e capacità di fare tutto bene,  che penserà come il personaggio di un libro di Haruki Murakami  (La fine del mondo e il paese delle meraviglie) : “Un tempo, quando ero più giovane, mi ero illuso di poter diventare qualcos’altro”.

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