sabato 27 gennaio 2018

Assenza

La sera del 25 gennaio di 55 anni fa moriva mio padre. Avevo 5 anni. Non ho commemorato l'anniversario in modi particolari, perché il ricordo di lui, la sua assenza, li porto sempre con me.
Sono grato alla vita per avermi concesso l'opportunità di diventare padre a mia volta e di poter continuare ad essere al fianco di mio figlio ogni volta che lui ne sente il bisogno...un'opportunità che io non ho avuto e che più volte ha lasciato un peso nel mio cuore, che - come ha scritto il poeta italiano Attilio Bertolucci,  forse più noto per essere il padre del regista che per i suoi pregevoli scritti - non è un macigno ma una pietra leggera, una più acuta presenza. Ciao papà.

Assenza 
Assenza,
più acuta presenza.
Vago pensiero di te
vaghi ricordi
turbano l’ora calma
e il dolce sole.

Dolente il petto
ti porta,
come una pietra
leggera.

mercoledì 24 gennaio 2018

La politica, i partiti, i candidati e i problemi della gente

A giorni sapremo chi candideranno i partiti per le elezioni politiche del 4 marzo.  Visti i nomi che circolano e le proposte che avanzano è quanto mai attuale l’affermazione di  Michel Platini: “La politica dovrebbe essere come la Nazionale: dovrebbero sempre giocare i migliori. Ma non è mai così, in nessuna parte del mondo”.  Eppure, se è vero che il nostro paese è attraversato da mille problemi, anziché assistere a dispute sulla conquista di un collegio sicuro dovremmo vedere partiti e candidati impegnati nella ricerca comune della via migliore per affrontarli e risolverli questi problemi.  Purtroppo la politica è fatta anche da molte persone che si preoccupano dei loro destini personali più che dei problemi della collettività. Farebbero bene tutti coloro che fanno politica a ricordarsi di quanto ha detto Don Milani: “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia.” 

lunedì 22 gennaio 2018

Politica e difesa della razza: Gad Lerner aveva anticipato i tempi

Gar Lermer ha scritto sul numero di gennaio 2018 di Nigrizia (stampato nel dicembre 2017!):
"Oggi quasi più nessuno ricorre alle teorie del razzismo biologico per le sue campagne
di odio. Ma il linguaggio e le argomentazioni mirate a sostenere la necessità
di difendere gli italiani dalla minaccia costituita dalla incombenza di altre etnie o
comunità religiose fra di noi e intorno a noi, sono le medesime: dare la colpa agli
“altri”, non importa se poveri e indifesi, è ritornato a essere un meccanismo propagandistico
redditizio. Il senso comune che descrive gli italiani come vittime dei
privilegi di cui godrebbero gli stranieri ormai si concretizza in numerosi episodi di
violenza, quasi sempre sottaciuti. La xenofobia solo di rado si avvale delle ideologie
novecentesche per manifestarsi. Il fascismo viene rivendicato solo da frange minoritarie,
anche se di nuovo sfacciatamente attive. Ma la “difesa della razza” è ahimè
tornata argomento corrente."
Il candidato leghista alla guida della regione Lombardia ha fatto dichiarazioni sulla razza nel mese di gennaio 2018: è la dimostrazione che Gad Lerner ha la vista lunga.

lunedì 18 luglio 2016

La pazienza dei piccoli passi

La speranza in un mondo migliore si scontra ogni giorno con la fatica di convivere con chi ha opinioni, credo religiosi, tradizioni e culture differenti dalla nostra. O meglio, la costruzione di un mondo migliore deve fare i conti con chi non si impegna per ottenere questo traguardo nascondendosi dietro alle diversità di opinione, di cultura o di fede e si ferma sull'uscio della porta del futuro ragionando non con la sua ma con la testa di chi teme di perdere qualcosa solo perché la deve condividere. Nell'era della velocità si perde di vista quanto tutto ciò che abbiamo è il frutto dell'impegno di quanti si sono battuti prima di noi per farci avere i diritti che temiamo di perdere, con pazienza, costanza, prendendo e perdendo qualcosa, lentamente, mai di corsa.
"La vita di ognuno può starsene descritta dentro qualche cammino fatto a piedi" (Erri De Luca - Il più e il meno)

mercoledì 13 luglio 2016

Non tutto è come sembra

Sono passati vent'anni da questa foto...stavo assistendo ad un allenamento di mio figlio al Palasport... ma col tempo questa foto ha assunto di volta in volta un significato diverso: dal "meglio soli che mal accompagnati", alla solitudine che ci accompagna quando dobbiamo affrontare dei momenti difficili, al bisogno di stare da soli coi propri pensieri e riflettere sulle cose della vita...eppure quando la guardo penso sempre che sono stato fortunato, perché nella mia vita i posti vuoti che vedo intorno a me sono stati riempiti di volta in volta da tante persone che mi hanno voluto bene (che ringrazio) e da persone che mi hanno voluto male (e ringrazio pure loro, perché ho imparato a difendermi)...la vita vale sempre la pena di essere vissuta, sta a noi trovarvi dentro i momenti di felicità che ci fanno stare bene. A me è toccata la fortuna di incontrare sulla mia strada anche persone speciali, che porto nel cuore, che non sono molte e di cui non faccio il nome (loro sanno chi sono) e che sono dei punti fermi nel cammino che spero di poter percorre ancora per molto tempo, sicuro che sarà costellato di passioni ed impegno civile che vorrò sempre condividere.

venerdì 6 novembre 2015

Sono fazioso

"Io sono anche fazioso, ci sono persone che non mi piacciono e la mia principale preoccupazione è farglielo sapere". Lo ha detto Enzo Biagi che ci ha lasciati 8 anni fa.
Faccio mie le sue parole anche nella mia esperienza politica, sapendo che mi farò dei nemici.
Ma in politica penso sia da apprezzare più la lealtà che la fedeltà.
Lealtà significa anche dire a qualcuno che ti sta a cuore che sta sbagliando, per aiutarlo a correggere la sua rotta evitando di andare a sbattere contro uno scoglio 

mercoledì 7 ottobre 2015

Destini

Abbiamo tutti un destino, per quanto corriamo, anche se stiamo fermi in attesa, dobbiamo tutti fare i conti col nostro destino.
Non abbiamo un percorso tracciato quando veniamo al mondo.
Perché siamo noi gli artefici del nostro destino.
A me è capitato di vivere finora una vita da mediano. 
Senza rendermene conto. Fino ad oggi.
Come canta Ligabue “il mediano ha dei compiti precisi, deve giocare generoso, sempre lì, lì nel mezzo, ma è uno che si brucia presto perché quando hai dato troppo devi andare e fare posto…ma finché ce n’hai stai lì”.
Chi non resta alla finestra a guardare la vita che scorre può raggiungere la consapevolezza di aver dato tanto nella vita (e ricevuto ancor di più).
Ci sono momenti in cui, convinti di avercene ancora,  si vive la sensazione di sentirsi fuori dalla squadra.

Un mediano trova sempre il suo posto, vive sereno sapendo che non potrà mai essere un centravanti, ma finché ce n’ha sta lì.