domenica 31 agosto 2014

Squillar di trombe per Bertinotti pentito

Come al solito i trombettieri della destra esultano alle parole di autocritica pronunciate da qualcuno schierato nel campo avverso. Oggi è la volta di Fausto Bertinotti che sembra aver rinnegato la storia della sua vita o, meglio, le scelte ideali che dice di aver seguito per anni rendendosi conto, par di capire solo ora che l’età avanza, di aver sbagliato.
Non sono mai stato un fan di Fausto. Non lo sono stato da iscritto alla CGIL, di cui il nostro è stato un dirigente nazionale,  che ora critica per aver fatto meno contratti negli ultimi 20 anni ed aver seguito la via della concertazione, dimenticando di essere ricordato come il dirigente sindacale che di contratti non ne ha mai firmato nemmeno uno.
Non lo sono stato quando, anziché accettare il Ministero del lavoro ha scelto il comodo scranno della Presidenza della Camera e con alcuni dei suoi ha fatto cadere il Governo Prodi, consegnando il paese al berlusconismo.
Non sono neppure un nostalgico di un tempo passato, con gli scontri ideologici che dividendo il mondo in due hanno permesso nel nostro paese il blocco dell’alternanza democratica.
Non ho nemmeno bisogno di fare autocritica.
Non mi pento di essere stato iscritto al PCI e di essere ora iscritto al PD, perché non ho mai accettato in modo acritico idee, proposte e decisioni dei dirigenti di partito e non ho intenzione di cominciare adesso.
Ma non posso accettare lezioni da quanti fanno squillare le loro trombe per annunciare che un altro uomo di sinistra è pentito mentre loro non si sono mai dichiarati pentiti di avere nostalgie fasciste.

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