giovedì 28 agosto 2014

Democrazia e lealtà

L’enciclopedia Treccani definisce la democrazìa s. f. [dal gr. δημοκρατα, comp. di δμος «popolo» e -κρατα «-crazia»],  con riferimento alla politica, come :
1. Forma di governo in cui il potere risiede nel popolo, che esercita la sua sovranità attraverso istituti politici diversi; in particolare, forma di governo che si basa sulla sovranità popolare esercitata per mezzo di rappresentanze elettive, e che garantisce a ogni cittadino la partecipazione, su base di uguaglianza, all’esercizio del potere pubblico
2. La dottrina stessa, come concezione politico-sociale e come ideale etico, che si fonda sul principio della sovranità popolare, sulla garanzia della libertà e dell’uguaglianza di tutti i cittadini; anche l’applicazione pratica di tale dottrina, e l’insieme delle forze politiche che la sostengono.

L’esercizio della democrazia prevede però che quanti decidono di assumere la responsabilità di incarnare questo nobile concetto, assolvano il compito con lealtà verso coloro che vogliono rappresentare.  Lealtà è parola che deriva dal latino legalitas. Indica una componente del carattere per cui una persona sceglie di obbedire a valori di correttezza e sincerità anche in situazioni difficili, comportandosi seguendo un codice prestabilito. Si può intendere per lealtà il grado di coerenza tra un comportamento nella pratica e gli impegni che una persona ha assunto. La lealtà sembra attualmente una virtù personale antiquata e in declino, quali altre come la prudenza, il buon senso e la correttezza, soprattutto in politica.  Non tocca certo a chi vota pretendere dagli eletti un comportamento leale, ma ogni tanto ricordarglielo potrebbe essere un buon servizio, per noi che votiamo e per loro che sono eletti.

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